Chi scrive e chi risponde
Jimenez Julien, chi c'è dietro ConsensoInStudio
Un solo interlocutore per il progetto: chi disegna il percorso di firma, chi scrive gli articoli di questo blog e chi legge le email che arrivano dal modulo di contatto sono la stessa persona.
Jimenez Julien
Fondatore di ConsensoInStudio e responsabile editoriale del sito. Lavoro sulla parte documentale del rapporto fra studio e paziente: informativa privacy, anamnesi, consenso informato alla prestazione, consenso separato per le immagini cliniche, archiviazione e tracciabilità.
Scrivimi direttamente: jimenezjulien42@gmail.com
Perché costruisco uno strumento per gli studi medici, odontoiatrici ed estetici
Costruisco strumenti per mestieri in cui un foglio firmato vale quanto una prestazione ben eseguita, e negli studi medici, odontoiatrici ed estetici questo è vero ogni giorno. Ho passato tempo dietro il bancone di una segreteria a guardare fotocopie, moduli in tre versioni diverse e firme raccolte di corsa mentre la sala d'attesa si riempiva. ConsensoInStudio nasce da lì: rendere semplice la parte documentale del rapporto con il paziente, perché il professionista possa concentrarsi sull'informazione e sulla cura, non sulla ricerca di una pagina mancante.
La scena che mi ha convinto è sempre la stessa. Un paziente arriva per la prima visita, la segretaria gli porge una cartellina con quattro fogli, lui firma l'ultima riga di ciascuno senza fermarsi davvero a leggere, e la cartellina finisce in un raccoglitore. Mesi dopo qualcuno cerca quel raccoglitore per capire quale versione del modulo era stata firmata, se la data era stata scritta, se l'anamnesi era completa. In quel momento non conta l'intenzione di nessuno: conta soltanto ciò che il documento riesce a dimostrare.
La legge 219 del 2017 dice una cosa semplice e impegnativa insieme: il consenso informato è il risultato di una relazione fra professionista e paziente, va documentato e va inserito nella cartella clinica o nel fascicolo del paziente. Il Regolamento UE 2016/679 aggiunge che i dati sanitari appartengono a una categoria particolare e vanno protetti con misure adeguate. Nessuna delle due regole chiede burocrazia in più: chiedono che la traccia di quello che si è fatto sia chiara, integra e recuperabile. Un software può togliere allo studio quasi tutto il lavoro meccanico che serve a ottenere quel risultato.
Che cosa faccio, in concreto
Progetto e mantengo ConsensoInStudio: la libreria dei moduli con le versioni datate, l'anamnesi guidata che non lascia campi obbligatori vuoti, il consenso separato per le fotografie cliniche, la firma raccolta sul tablet in sala d'attesa, il documento che si chiude in un PDF sigillato e si archivia cifrato nella scheda del paziente, il registro degli accessi che dice chi ha aperto che cosa e quando.
Mi occupo anche della parte meno visibile: decidere che cosa il prodotto non deve fare. Non è un gestionale clinico, non è un sistema di refertazione, non sostituisce il colloquio con il paziente e non produce da solo un testo giuridicamente valido al posto vostro. Il testo del modulo resta del professionista e del suo consulente. Lo strumento garantisce che quel testo arrivi al paziente nella versione giusta, che la firma sia legata a quel testo e non a un altro, e che il documento resti leggibile fra cinque anni.
Il progetto è pubblicato da MLJ, la società che gestisce anche gli altri strumenti citati nel piede di pagina. Questo significa che dietro il sito c'è una struttura identificabile, con dati di registrazione pubblici, e non un indirizzo email anonimo.
Come lavoro con gli studi
Parto sempre dai moduli che lo studio usa già. Non chiedo di riscrivere tutto: chiedo di mandarmi i documenti attuali e di raccontarmi il percorso reale del paziente, dal momento in cui entra a quello in cui si siede in poltrona. Da lì si capisce quasi subito dove il processo perde pezzi: la firma raccolta solo sull'ultima pagina, la data lasciata in bianco, il modulo dell'igiene usato anche per un trattamento diverso, il consenso alle fotografie annegato dentro il consenso alla prestazione.
Poi si sistema una cosa alla volta. Prima si mettono in ordine le versioni, così che ogni modulo abbia un numero e una data e nessuno stampi più una copia vecchia trovata in un cassetto. Poi si porta il percorso sul tablet, di solito iniziando da un singolo tipo di prima visita, per non travolgere la segreteria. Solo quando il primo percorso gira senza attriti si aggiungono gli altri.
Le richieste che arrivano dal modulo di contatto le leggo io. Rispondo con una proposta concreta oppure, quando lo strumento non è adatto al caso descritto, lo dico chiaramente: uno studio con esigenze molto particolari a volte ha bisogno di altro, e far perdere tempo a qualcuno non conviene a nessuno.
Come verifico quello che pubblico
Gli articoli di questo sito seguono tre regole fisse.
- Ogni affermazione normativa rimanda a una fonte reale e citabile: la legge 219 del 2017, il Regolamento UE 2016/679, il Codice in materia di protezione dei dati personali, il Regolamento eIDAS sull'identificazione elettronica, i provvedimenti e le linee guida del Garante per la protezione dei dati personali, i codici deontologici delle professioni sanitarie. Quando una regola ammette letture diverse, lo scrivo invece di semplificare.
- Nessun numero inventato. Non trovate in queste pagine percentuali di studi che risparmiano tanto, medie di minuti guadagnati o statistiche di contenziosi evitati. Dove parlo di costi, spiego il metodo per stimarli con i dati del vostro studio e lascio a voi il calcolo.
- Nessun consiglio legale personalizzato. Gli articoli descrivono il meccanismo e i punti di attenzione. La redazione del testo che fate firmare ai vostri pazienti resta un lavoro da fare con il vostro consulente e, dove serve, con l'ordine professionale di riferimento.
Quando una norma cambia o mi accorgo di un passaggio scritto male, correggo l'articolo e lascio la data di pubblicazione visibile in pagina, in modo che si sappia sempre a quale momento risale il testo che state leggendo. Tutti gli articoli attualmente online sono stati pubblicati l'8 settembre 2026.
Dove mi trovate
Questi sono i miei profili pubblici. Il canale più veloce per una domanda sul prodotto resta comunque l'email.
Parliamo del vostro studio
Raccontatemi quante sale operative avete, quali moduli fate firmare oggi e chi si occupa dell'accoglienza: vi rispondo con una proposta concreta e, se serve, vi mostro dal vivo il percorso di firma.
I nove articoli pubblicati sul sito
Tutti pubblicati l'8 settembre 2026, tutti scritti da me.
- In che modo si fa firmare il consenso informato sul tablet in sala d'attesa?
Pubblicato l'8 settembre 2026 - Che cosa deve contenere il consenso informato secondo la legge 219 del 2017?
Pubblicato l'8 settembre 2026 - Quali errori indeboliscono il modulo di consenso informato raccolto ogni giorno in studio?
Pubblicato l'8 settembre 2026 - Conviene ancora la carta o è meglio far firmare il consenso sul tablet?
Pubblicato l'8 settembre 2026 - Come si prepara la checklist dei documenti da far firmare alla prima visita?
Pubblicato l'8 settembre 2026 - Perché in medicina estetica il consenso e le foto cliniche richiedono moduli separati?
Pubblicato l'8 settembre 2026 - Quanto costa davvero allo studio gestire i consensi informati ancora su carta?
Pubblicato l'8 settembre 2026 - Che significato hanno le parole della privacy e del consenso informato usate in studio?
Pubblicato l'8 settembre 2026 - Serve davvero la firma elettronica avanzata negli studi privati e che cosa sta cambiando?
Pubblicato l'8 settembre 2026